Fino alla data del 14 settembre 2010 avevo mia moglie a carico dopodichè ha cominciato a lavorare e ho dovuto toglierla dal carico per forza.La mia domanda è!!!Fino alla data del 14 Settembre 2010 posso inserire gli scontrini fiscali della farmacia e le fatture delle visite mediche sostenute da mia moglie all'interno della mia dichiarazione degli oneri detraibili e deducibili?
Essere o meno a carico riguarda l'intero anno d'imposta. Se nel 2010 tua moglie supera i 2841 euro circa allora non sarà a carico per tutto l'anno e non solo da settembre in poi. Di conseguenza solo lei potrà portarsi in detrazione o deduzione le proprie spese. Si può avere a carico per un periodo di tempo inferiore all'anno il coniuge solo in caso di matrimonio, decesso o separazione legale ed effettiva in corso d'anno.
La data è una cosa che vale per il datore di lavoro e per gli assegni. Per quanto riguarda gli scontrini e le altre spese è un altro ragionamento. La domanda che ti poni è: nel 2010 mia moglie ha guadagnato lavorando piu di 2800 euro circa? Penso che la risposta è si, visto che non è piu a tuo carico. Di conseguenza NON puoi mettere nella tua dichiarazione i suoi scontrini.Per beneficiare di quelle agevolazioni dovra anche lei fare la sua dichiarazione dei redditi, separata dalla tua o se volete la fate congiunta che vi costa un filo meno.
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30 mag 2011
20 mag 2011
Verdone, una commedia contro la volgarita'
"Viviamo in tempi di grande cinismo e volgarita', in cui siamo tutti un po'
arrabbiati. Il tema della mia commedia e' proprio quello del candore
contrapposto alla grande volgarita' dei tempi che corrono". Carlo Verdone ha
presentato oggi alla stampa "Grande, grosso e... Verdone", la sua ultima
commedia con Claudia Gerini, Geppi Cucciari e Eva Riccobono in uscita venerdi'
prossimo in 830 copie. Il regista-attore romano recupera tre dei personaggi piu'
noti: Leo, l'imbranato, il professore insopportabile e il cafone romano con
relativa consorte. I tre caratteri sono "adattati alla maschera che ho adesso e
alla realta' attuale", dice Verdone. "Questa commedia e' un po' cattiva perche'
si respira quel senso di cinismo che domina la realta' di oggi". A differenza
del solito, stavolta Verdone inserisce anche il tema della politica quando
introduce un altro carattere noto: l'intellettuale nevrotico col tic degli
occhiali, che stavolta e' un onorevole perbenista frequentatore notturno delle
lucciole romane. "Non critico la politica, ma non sopporto chi non e' coerente -
dice con veemenza l'attore -. I politici devono mantenere sempre un certo
rigore: mi indigno quando vedo che parlano del Papa, di Padre Pio, del Vangelo,
si battono il petto e poi si comportano in maniera diametralmente opposta! E poi
- aggiunge - che dire di certe scene viste in Senato qualche tempo fa? In
confronto a quei politici i miei cafoni non sanno proprio cosa sia la
volgarita'". "Grande, grosso e... Verdone" e' un film a episodi, tre minifilm
della durata complessiva di oltre due ore e 10. "Una commedia che puo' sembrare
un po' lunga - conviene il regista - ma era impossibile operare dei tagli senza
far perdere di spessore alle storie".
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arrabbiati. Il tema della mia commedia e' proprio quello del candore
contrapposto alla grande volgarita' dei tempi che corrono". Carlo Verdone ha
presentato oggi alla stampa "Grande, grosso e... Verdone", la sua ultima
commedia con Claudia Gerini, Geppi Cucciari e Eva Riccobono in uscita venerdi'
prossimo in 830 copie. Il regista-attore romano recupera tre dei personaggi piu'
noti: Leo, l'imbranato, il professore insopportabile e il cafone romano con
relativa consorte. I tre caratteri sono "adattati alla maschera che ho adesso e
alla realta' attuale", dice Verdone. "Questa commedia e' un po' cattiva perche'
si respira quel senso di cinismo che domina la realta' di oggi". A differenza
del solito, stavolta Verdone inserisce anche il tema della politica quando
introduce un altro carattere noto: l'intellettuale nevrotico col tic degli
occhiali, che stavolta e' un onorevole perbenista frequentatore notturno delle
lucciole romane. "Non critico la politica, ma non sopporto chi non e' coerente -
dice con veemenza l'attore -. I politici devono mantenere sempre un certo
rigore: mi indigno quando vedo che parlano del Papa, di Padre Pio, del Vangelo,
si battono il petto e poi si comportano in maniera diametralmente opposta! E poi
- aggiunge - che dire di certe scene viste in Senato qualche tempo fa? In
confronto a quei politici i miei cafoni non sanno proprio cosa sia la
volgarita'". "Grande, grosso e... Verdone" e' un film a episodi, tre minifilm
della durata complessiva di oltre due ore e 10. "Una commedia che puo' sembrare
un po' lunga - conviene il regista - ma era impossibile operare dei tagli senza
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13 mag 2011
Appello dei 100 autori- liberate Jafar Panahi
L'associazione '100Autori' ha chiesto al governo di intervenire con le autorita' iraniane per liberare subito il regista Jafar Panahi.
"Esprimiamo il nostro profondo sconcerto e dolore - dice l'associazione - per ciò che sta accadendo a Panahi, condannato a sei anni di carcere e a 20 anni di interdizione dal cinema del suo paese per reati di opinione, peraltro senza poter avere contatti con la stampa".
"Non permetteremo - proseguono i 100Autori - che questa palese ingiustizia ai danni di un nostro collega, finisca sotto silenzio, tanto più nella consapevolezza che altri cineasti, anche più' giovani e meno noti, da tempo subiscono, in Iran come in altri paesi, altrettanta violenza (Mohamed Rasoulof tra questi)".
"Invitiamo, dunque, tutti, gente di cinema e semplici cittadini, a firmare la petizione che la Cinemateque francaise ha organizzato online per chiedere la liberazione di Jafar Panahi, sicuri che in tanti riusciremo a ottenere che il nostro collega sia nuovamente un cittadino libero, come uomo e come cineasta.
Il link alla petizione
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"Non permetteremo - proseguono i 100Autori - che questa palese ingiustizia ai danni di un nostro collega, finisca sotto silenzio, tanto più nella consapevolezza che altri cineasti, anche più' giovani e meno noti, da tempo subiscono, in Iran come in altri paesi, altrettanta violenza (Mohamed Rasoulof tra questi)".
"Invitiamo, dunque, tutti, gente di cinema e semplici cittadini, a firmare la petizione che la Cinemateque francaise ha organizzato online per chiedere la liberazione di Jafar Panahi, sicuri che in tanti riusciremo a ottenere che il nostro collega sia nuovamente un cittadino libero, come uomo e come cineasta.
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